Suggerimenti

Il tuo corpo implora acqua

LIBRO E AUTORE.
“Il tuo corpo implora acqua” è il titolo di un bellissimo e utilissimo libro sull’acqua, la storia d’amore dell’acqua con il corpo umano. Chi lo scrive è un medico originario dell’ Iran, che ora abita e insegna negli Stati Uniti. Caduto prigioniero durante la “rivoluzione” iraniana che rovesciò lo Scià, proprio nel dover curare senza mezzi i suoi compagni di carcere, scoprì il grande potere terapeutico dell’acqua.

IMPORTANZA DELL’ACQUA.
Secondo l’autore l’acqua è la sostanza fondamentale e l’agente principale in tutti i processi che si verificano normalmente nel corpo umano. Egli dimostra, in teoria e attraverso molti esempi di guarigioni, che la non sufficiente assunzione di acqua, il non raggiungimento del fabbisogno giornaliero, che egli chiama “disidratazione”, può causare molti tipi di malattie.Nel libro si afferma che la più grande scoperta di tutti i tempi a proposito della salute è che l’acqua è la cura naturale per un ampio numero di disturbi. Per capire l’importanza del ruolo dell’acqua nel corpo umano si consideri anche che esso è composto per una percentuale del 75% proprio di acqua.

EFFETTI DELLA CARENZA DI ACQUA.
C’è una pluralità di segnali di emergenza che indicano che il corpo è disidratato cioè non sufficientemente fornito di acqua. La bocca secca è l’ultimo segno di disidratazione.Quando il corpo è disidratato, visto che dispone solo dell’acqua che è al suo interno, attiva un sistema di razionamento e distribuzione dell’acqua disponibile, secondo un predeterminato programma di priorità. La mancanza cronica di sufficiente acqua può causare allergie, asma e dolori cronici in diverse parti del corpo. Questi disturbi, se presenti e non attribuibili facilmente a cause specifiche, dovrebbero essere interpretati principalmente come segni di carenza cronica di acqua nelle zone in cui si manifesta il dolore, una sorta di sete locale. Fra questi dolori cronici ci sono: il mal di stomaco, l’acidità, la gastrite, l’ulcera, l’artrite reumatoide, l’angina, il dolore lombale, l’emicrania, il dolore da colite e stitichezza. Di conseguenza questi dolori e disturbi dovrebbero essere trattati con una costante regolazione della quantità di acqua da ingerire ogni giorno. Anche lo stress può essere causato da disidratazione. Anzi fra questi due fattori si crea un circolo vizioso, nel senso che lo stress genera disidratazione e la disidratazione genera stress e quindi l’uno rafforza l’altro. L’alta pressione sanguigna (ipertensione essenziale) è un altro dei risultati di un processo di adattamento del corpo ad una grave mancanza di acqua. Perciò anche questa malattia dovrebbe essere trattata soprattutto con un aumento della dose quotidiana di acqua. Secondo meccanismi funzionali chiariti dall’autore, anche l’alto tasso di colesterolo nel sangue è un’altra conseguenza della disidratazione. Anche asma e allergie andrebbero trattate con un pronto e deciso aumento di acqua. In media le persone afflitte da questi disturbi reagiscono positivamente entro un lasso di tempo che va da una a quattro settimane dopo la regolazione dell’acqua nel corpo. Anche i bambini asmatici soffrono per disidratazione cronica. Persino la causa principale di gravi malattie come il morbo di Alzheimer e la sclerosi a placche va rintracciata nella disidratazione del corpo. Dall’acqua, insieme ad altre misure, arrivano aiuti addirittura anche per il diabete e l’AIDS. Insomma questo prezioso e fondamentale elemento della natura potremmo chiamarlo “l’acqua dei miracoli”! Se tutti questi disturbi e malattie possono essere visti come segnali di disidratazione, c’è anche un altro segnale importante, facilmente comprensibile, ed è rappresentato dal colore dell’urina. Un’urina sana dovrebbe essere da quasi incolore a giallo chiaro. L’urina di colore giallo scuro o, addirittura arancio, è un deciso sintomo di disidratazione.

QUANTITA’ DELL’ACQUA.
A questo punto ci si domanda quanta acqua sia bene bere e in quali momenti, per non compromettere la nostra salute. Secondo l’autore il nostro corpo ha un assoluto bisogno di circa otto bicchieroni da un quarto di litro al giorno, cioè di circa 2 litri. In questo conteggio non sono incluse bevande come l’alcool, il caffè, il tè e le bevande contenenti caffeina, che andrebbero escluse. Sono inoltre sconsigliate bevande artificiali. I momenti migliori per bere acqua sono al mattino presto e poi in relazione ai tre pasti principali (colazione, pranzo e cena), bevendo uno dei suddetti bicchieroni da un quarto, sia mezz’ora prima che due ore e mezzo dopo ogni pasto principale. L’ultima bevuta di acqua può essere fatta prima di andare a dormire. Per comprendere meglio queste indicazioni occorre dire che il processo di digestione del cibo ha bisogno di molta acqua. Se non si beve abbondantemente prima di mangiare il processo di digestione attingerà il liquido necessario dalle cellule del corpo. Già nello stomaco c’è bisogno di acqua per rompere e scomporre le proteine. Nell’intestino c’è bisogno di ulteriore acqua per trattare gli ingredienti del cibo e poi trasmetterli al fegato. Quest’ultimo utilizza ancora altra acqua per elaborare ulteriormente i materiali ricavati dall’intestino, che poi passa la sangue. Se il sangue creato è troppo concentrato per poca presenza di acqua, cuore e polmoni sono i primi organi esposti a questa alta concentrazione. Se quindi si regola l’assunzione di acqua in base agli orari dei pasti, si impedisce al sangue di addensarsi, di sottrarre acqua alle cellule e di creare la premessa per varie malattie e disturbi.

QUALITA’ DELL’ACQUA.
Una domanda che può facilmente sorgere è: quale acqua è bene usare? Il nostro autore afferma l’importanza prioritaria di una sufficiente quantità di acqua. Solo dopo aver garantito la quantità si può guardare alla qualità. L’acqua del rubinetto può essere una buona soluzione e se si ha il timore che sia inquinata la si può filtrare con una piccola unità di filtraggio da applicare al rubinetto da cucina con filtri al carbonio o di ceramica, senza metalli. Un’altra soluzione, più costosa, è quella di acquistare un’acqua minerale di qualità…e non sono molte. (Su questo tema della qualità dell’acqua sarà il caso di ritornare su un prossimo bollettino.)

COME PROCEDERE.
Ciò che è stato illustrato finora vale soprattutto per conservare la salute e prevenire tutti i disturbi che abbiamo indicato. Se invece si soffre già di uno o più dei disturbi legati alla disidratazione e la malattia non è giunta ad uno stadio irreversibile si può ben sperare di poter guarire. Occorre però non immaginare di poter capovolgere la situazione in un lampo “annegandosi” nell’acqua. Bisogna procedere con buon senso e gradualità. Si incomincia con l’aumentare gradualmente la quantità di acqua bevuta e si osserva se aumenta corrispondentemente anche l’urina. Solo nel caso di reni danneggiati, questi avranno difficoltà a filtrare una maggiore quantità di acqua. Se si stanno prendendo dei diuretici essi possono essere ridotti gradualmente e poi eliminati perché l’acqua è in assoluto il miglior diuretico esistente, per di più naturale, sempre ammesso che i reni non siano stati danneggiati in precedenza. Se si stanno prendendo dei medicinali, per esempio ipotensivi o antiacidi per lo stomaco, essi vanno ridotti gradualmente con l’aumentare della quantità di acqua e solo dopo che si sono raggiunti dei miglioramenti. Per esempio si passa da una pastiglia di ipotensivo a tre quarti, metà e poi un quarto, fino all’eliminazione, quando si è sicuri del risultato ottenuto.

ALTRE INDICAZIONI UTILI.
Se si aumenta di molto l’acqua ingerita, anche se con gradualità, è possibile che l’acqua dreni via molto sale. Ma il sale ha un ruolo positivo per il corpo, anche in caso di ipertensione, perciò, bevendo molta acqua, è importante non adottare diete senza sale o con scarsa quantità di sale. Normalmente le nostre diete mediterranee sono sufficientemente ricche di sale marino. Il sale non deve essere additivato da antiagglomeranti. Una buona abitudine è anche quella di nutrirsi regolarmente di carote crude, che contengono beta-carotene, precursore della vitamina A, essenziale per il metabolismo del fegato e per la vista. Il succo di arancia è utile per l’alto contenuto di potassio, ma non è salutare berne molto.

PERCHE’ NON SI AFFERMA LA CURA DELL’ACQUA.
A questo punto è lecito domandarsi come mai la cura dell’acqua non sia universalmente conosciuta e applicata se risulta essere così efficace per tanti disturbi e malattie. La risposta è banale e scontata: con la cura dell’acqua nessuno ci guadagna sopra se non il paziente. Le industrie chimiche, che dominano il sistema sanitario e la ricerca scientifica, sono naturalmente contro tale tipo di terapie che mettono in discussione il loro operato. Oggi siamo nella situazione scandalosa in cui di nessuna grave malattia cronica la medicina convenzionale indica e fornisce la causa. Si limita a identificare e descrivere le malattie e i loro sintomi e ad individuare i medicinali con cui trattarli per reprimerli, quando non sia consigliato l’intervento chirurgico. I pazienti non devono essere guariti, ma devono essere resi in grado di assumere per tutta la vita grandi quantità di medicinali, sopportando le controindicazioni, gli effetti collaterali e le nuove malattie generate dai farmaci stessi. La ricerca è indirizzata principalmente in base ai desideri delle industrie farmaceutiche. L’università insegna solo la medicina delle imprese farmaceutiche e degli interventi chirurgici. Ma anche questo è un argomento sul quale converrebbe ritornare successivamente, su un altro numero del bollettino, per approfondirlo.

CHIUSURA.
Chiudo questa sintesi del libro con un pensiero. Probabilmente l’effetto positivo dell’acqua sul nostro organismo è dovuto anche al suo potere depurante e disintossicante. Il nostro organismo riceve, attraverso l’ambiente e l’alimentazione, molte sostanze tossiche. Altre ne crea attraverso lo stress e le abitudini emotive negative. L’acqua oltre ad essere indispensabile per tutte le funzioni più importanti dell’organismo, può funzionare anche da drenante delle sostanze tossiche introdotte o create e quindi, anche per questa via, può funzionare da sostanza terapeutica e favorevole alla salute. Siccome, di questi tempi, disturbi e malattie non mancano e il medicinale che ci è proposto è dei più semplici e facili da trovarsi e usarsi e non comporta alcun costo supplementare, non ci rimane che provare. Possiamo poi comunicarci le nostre esperienze. Consiglio però dapprima di approfondire quanto vi ho qui riportato in sintesi, attraverso la lettura diretta del testo propostovi.

FEREYODOON BATMANGHELIDJ
IL TUO CORPO IMPLORA ACQUA / MACRO EDIZIONI
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Il sale dell’Himalaya

Immaginate un mare ai tempi dei dinosauri, immaginate quindi il sale che si deposita nella purezza delle origini: il sale rosa ha questa storia, è un sale fossile formatosi nell’era secondaria più di 200 milioni di anni fa. Sin da allora il potere del sole, che ha causato il prosciugamento dei mari, è racchiuso nei cristalli di sale.
In quei lontani periodi grandi quantità di sale si sono depositate sulla terra a poco a poco in strati successivi in modo da formare talvolta spessori di decine di metri. A seguito della deriva dei continenti la regione dove questa concentrazione di sale era maggiore è stata identificata come l’Himalaya, oltre 2500 km di terra con montagne alte più di 8000 metri.
In questa regione il deposito di sale si è compattato ad oltre 3000 metri di altitudine e si è impregnato dai fluidi magmatici provenienti dagli strati profondi della litosfera. Queste infiltrazioni minerali, che hanno arricchito il sale, gli conferiscono le caratteristiche identificative di questa provenienza Himalayana, ed in particolare, lo straordinario colore rosa pallido dovuto alla presenza di ferro.
Il sale rappresenta la principale ricchezza delle popolazioni incastrate nelle regioni isolate a nord della barriera Himalayana. Una volta l’anno, in primavera, gli yacks s’incamminano lungo le vallate, situate al di sotto della catena dell’Himalaya, attraversando monti anche ad altitudini molto elevate. Gli yacks trasportano poi il sale attraverso un lungo cammino fatto di rupi scoscese e sentieri tortuosi e sembrano essere delle carovane senza tempo che ci riportano ad antiche tradizioni ed usi quando il sale era ancora la moneta di scambio per le popolazioni di quelle terre consentendo loro di avere i cereali che sono la base dell’alimentazione.
Il sale, comunque, è sempre stato un valido aiuto per le popolazioni, ancora prima di essere utilizzato in cucina o cosmesi.
Fino ad epoche recenti il sale veniva principalmente utilizzato come mezzo di conservazione degli alimenti, infatti quando si ricopre un alimento con il sale avviene una reazione dovuta all’assorbimento di quest’ultimo dell’umidità contenuta nell’alimento. Un alimento conservato nel sale conserva intatte le sue proprietà organolettiche per diversi mesi ed impedisce la proliferazione dei batteri.
Il sale dell’Himalaya giunge fino a noi nella sua originale purezza, è esente da qualsiasi raffinazione, da contaminazioni ambientali, non vengono aggiunti anti-agglomeranti, additivi o altri prodotti e conserva intatta la sua naturale ricchezza minerale, quindi si possono trovare al suo interno calcio, magnesio, fosforo, potassio, zinco, rame, zolfo e ovviamente ferro.
Il sale dell’Himalaya si presenta in granuli, fine da cucina, e in cristalli-pietre.
La sua eccezionale struttura cristallina, particolarmente fine, permette l’assunzione diretta di tutti gli elementi che lo compongono, da parte dalle cellule dell’organismo. Il sale dell’Himalaya ha un effetto purificante, armonizzante, disintossicante e coadiuvante nelle cure dimagranti e nelle diete.

Consigli per l’uso dei cristalli di sale dell’Himalaya e
per preparare una benefica soluzione idrosalina:
riempire un bicchiere con dei cristalli di sale e riempirlo
con acqua pura. Dopo circa 2 ore la salamoia è
pronta per essere utilizzata. Il bicchiere può essere di
nuovo riempito fino a che i cristalli si sono disciolti.

Applicazioni:

Cure di ingestione orale: bevete ogni giorno un cucchiaino
di soluzione salina diluito in almeno 1/2 l
d’acqua, possibilmente prima della colazione oppure
durante il giorno e non con i pasti.
Colluttorio: sciacquare la bocca per 30-60 secondi
con soluzione salina non diluita oppure diluita con un
pò d’acqua.
Pulizia dei denti: usare soluzione non diluita oppure,
se si preferisce, diluita con un pò d’acqua.
Inalazioni: versare circa 40 ml di soluzione salina
(oppure 10 g di sale cristallino) in un litro d’acqua
bollente, coprirsi con un asciugamano ed inalare per
10-15 minuti o fino a quando risulta piacevole.
Impacchi: usare un asciugamano bagnato con una
miscela di soluzione salina ed acqua calda oppure fredda
a seconda del caso.
Cura e pulizia della pelle: in questo caso è consigliabile
diluire la soluzione salina. In caso di ferite della
pelle il contenuto della soluzione nella miscela non
dovrebbe essere superiore all’1%.
Trattamento delle impurità della pelle: è meglio
utilizzare una soluzione non diluita. Questa può essere
applicata prima di andare a dormire ma anche durante
il giorno sulle parti da trattare su viso, decoltè,
schiena ecc.
Bagni parziali di soluzione salina: possono essere efficaci
per il trattamento di malattie della pelle oppure
delle articolazioni. Il bagno delle parti del corpo da
trattare può durare dai 10 ai 20 minuti in una soluzione
di 60-200 grammi di sale su due litri d’acqua.
Un consiglio: la soluzione di sale cristallino riduce
l’infiammazione ed il prurito derivante da punture di
insetti.